Col de la Croix de Fer
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#LazyAlps2020 e come viaggiare in bici sulle Alpi

Ho soprannominato questo viaggio in bici sulle Alpi #LazyAlps, ma forse dovrei ridefinirlo #ImproAlps.

Di fatto però non cambia poi molto: pigro o improvvisato che sia, questo viaggio in bici mi ha portato nuovamente alla scoperta dei passi più belli delle Alpi, come al solito senza troppa pianificazione.

Non perché per viaggiare in bici sulle Alpi non ne serva, ma perché ormai l’ho capito: io per disegnare piani non ci sono molto portata!

E così anche questa volta mi sono trovata all’ultimo a scegliere dove andare, e sono partita senza uno straccio di traccia GPS, ma ne è uscito un viaggio davvero incredibile!

In fondo troverete un link con l’elenco delle tappe in dettaglio e le tracce di Komoot.

Viaggiare fra le Alpi non è poi così complicato

Me ne ero già resa conto nel 2018 durante il viaggio lungo tutto l’arco Alpino; viaggiare in bici sulle Alpi non è come pedalare in Lombardia dove ci sono centinaia di strade da poter prendere.

Sulle Alpi, una volta scelti i passi da scalare, non bisogna fare altro che unire i puntini: la strada per salire e scendere da un passo è una, al massimo ce ne può essere un’altra, ma insomma, le alternative sono limitate.

Ma i passi come li scelgo?

Col senno di poi posso dire che non è molto difficile. Ad esempio quando ho attraversato i Pirenei nel 2019, non conoscevo una sola salita di quelle affrontate.

Per questo Google può venire in aiuto: prendere ispirazione da altri viaggiatori o semplicemente cercare le salite più famose di Tour de France o Giro d’Italia e cosi possiamo già farci una gran bella idea.

E poi come dicevo, uniamo i puntini!

E l’allenamento?

Viaggiare in bici sulle Alpi è fisicamente e mentalmente impegnativo, ma questo non significa che sia un viaggio solo per super ciclisti.

Quando ho attraversato tutto l’arco alpino avevo la bici da corsa da solo un anno, non ero una super sportiva e la bici era molto più carica di quest’anno. Eppure ce l’ho fatta. Ma come?

La mente a mio avviso è quella che gioca il ruolo fondamentale: è importante imparare a dosare le proprie energie, ascoltarsi e avere pazienza. Per scalare un passo di 20 km ci mettevo anche 3-4 ore! Ma la soddisfazione di essere arrivata in cima e la vista del panorama, era in grado di cancellare quasi ogni fatica.

Puoi sempre riposare

Forse ad alcuni può sembrare strano durante un viaggio in bici trascorrere un giorno senza pedalare. Per me non lo è. Anzi, se non mi prendessi dei momenti di pausa, penso mollerei dopo 3-4 giorni.

Un viaggio sulle Alpi è fisicamente e mentalmente impegnativo, ma il bello è che possiamo scegliere di riposarci in diversi modi:

  • Non facendo assolutamente nulla: mi fermo due notti nello stesso posto
  • Percorro meno km del previsto: abbrevio la tappa del giorno. A me sembrava impossibile cambiare il mio itinerario: “dove mi fermo a dormire? e il giorno dopo? mi si sballa tutto!” Non è assolutamente vero. La nostra testa e ne nostre gambe ci ringrazieranno
  • Scegliere un alternativa pianeggiante: se proprio non abbiamo tempo di fermarci, possiamo cercare una strada alternativa pianeggiante. Certo, in questo modo può essere che ci perderemo un passo che avevamo nella nostra wish list: beh, può vorrà dire che ci torneremo in futuro (io ho fatto così!)
  • Prendiamo un treno! Sembra un’assurdità prendere un treno quando si viaggia in bici, ma per me qualche volta è stato davvero rigenerante. Se siamo troppo stanchi pedalare diventa una vera fatica e non riusciremo ad apprezzare la bellezza dei paesaggi. Io ho usato il treno per evitare delle parti che non mi piacevano, accorciare i tempi e riposarmi. E alcuni passi li ho rifatti al contrario il giorno successivo.

Ma insomma Angelina, che giro hai fatto quest’anno? Che è sto #LazyAlps2020??

#LazyAlps2020: le tappe

#LazyAlps2020: le tappe

Che non avessi uno straccio di piano, non è esattamente vero.

Quando a fine luglio ho iniziato a pensare a dove poter andare ad Agosto avevo mille idee. Nessuna però mi convinceva al 100% e ad essere sincera, nemmeno tornare sulle Alpi.

C’era però un luogo che nel 2018 mi aveva incuriosito, un panorama che mi era rimasto nel cuore, ma che non avevo potuto assaporare a pieno: in cima al Grimsellpass mi ero affacciata sull’altro versante e avevo visto due laghi alpini di un colore glaciale. Mi e mi ero detta: un giorno voglio tornare lì e vedere cosa c’è dall’altro lato.

Alpi in Bici 2018 - Veduta sui laghi del Grimsellpass
Alpi in Bici 2018 – Grimsellpass

E così, nell’ipotesi di tornare sulle Alpi, avevo disegnato una parte di giro che mi consentisse di scendere dal Grimsellpass dal lato opposto. Mi portava un po’ fuori mano, ma sarebbe potuto uscirne qualcosa di carino.

Oltretutto un Matéo, un ragazzo di Losanna conosciuto a Hospental 2 anni prima, quella strada l’aveva fatta e mi aveva detto che una volta giù dal passo si arrivava a un lago incantevole, di un celeste intenso da sembrare finto. Avrei visto anche quello.

Disegnare l’itinerario

La mia bozza di itinerario prevedeva di entrare in Svizzera dal Passo San Gottardo, arrivare al Furka e poi finalmente scalare il Grimselpass. Scendere al lago super celeste, dirigersi verso di Ginevra e da lì ricordavo che iniziasse la Route de Grandes Alpes, un itinerario stradale che attraversava le Alpi Francesi da nord a Sud, fino al mare.

Forse un po’ ambizioso come itinerario rispetto al tempo che avevo a disposizione, ma era già qualcosa.

La realtà dei fatti è che a pochi giorni dalla partenza, il meteo era pessimo, io avevo male a un ginocchio, la mia bici una serie di problemi tecnici, e qualcuno mi suggeriva che quest’anno avrei potuto anche andare al mare, o perlomeno riposarmi, anziché intraprendere un altro impegnativo viaggio in bici.

Così la sera prima di partire, quasi in lacrime, dopo aver ipotizzato ipotizzato le alternative più disparate, chiamai mio fratello. E lui che trova sempre le parole giuste, mi disse:

“Pensa semplice. Perché non vieni a trovarci a Torino e parti da qui. Scali un passo e vai in Francia, e poi ti rilassi in qualche campeggio, e poi vedi”

Ed è così che è nato #LazyAlps2020: un itinerario costruito un po’ alla volta unendo i puntini, senza fretta e senza troppe pretese, riprovando la grande emozione di tornare a viaggiare in bici sulle Alpi.

Giorni di viaggio: 14 di cui 2 di riposo
Distanza totale: 987 km
Dislivello accumulato: 17.421 m
Passi Alpini scalati: 12
L’itinerario: tappe e tracce gps in dettaglio
Diario di viaggio: i miei racconti su #LazyAps (in arrivo!)

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