Cicloturismo,  Esplorazioni in bici

Bici e solitudine

“Vado a fare un giro in bici, vado a Montserrat”
“Ma vai da sola?”

Veduta Montserrat – Novembre 2019

Sì, vado da sola.
Qui a Barcellona non conosco ancora molti ciclisti. E anche se li conoscessi: andremmo all stessa velocità? Si fermerebbero quando ho voglia di fermarmi? per fare una foto? per mangiare? per guardare il paesaggio?
La comunità ciclistica però è molto attiva. Ci sono negozi, bar, gruppi MeetUp che organizzano pedalate di continuo. Potrei pedalare quasi ogni giorno aggregandomi a gruppi diversi.
Eppure no, nel 99% dei casi, vado da sola.

Salita a Montserrat – Novembre 2019

E la solitudine?
Credo sia una delle cose più difficili da affrontare quando ci si allontana dalla propria “casa”. E’ una delle prime cose con la quale mi sono scontrata quando sono partita per il mio primo viaggio in solitaria.
Ma poi, l’esperienza aiuta, ci si abitua e diventa una compagna di viaggio.

Come la mia bici. Anche se percorriamo chilometri in silenzio e quando esco con lei trascorro ore intere senza parlare con nessuno, con lei non mi sento mai da sola.
Cambia le mie giornate, mi accompagna a esplorare luoghi sconosciuti, mi riempie il cuore di immagini e colori, mi spinge a superare i miei limiti.
E così anche se sono da sola, da sola non mi sento più.

E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, è proprio lei, la mia bici, quella che dalla solitudine ha visto e fatto nascere amori e amicizie.

E il Montserrat?

Il Montserrat, non è solo un font per intenditori.
E’ anche una montagna che sorge a circa 60 km da Barcellona, simbolo della Catalunia. Colpisce subito per la sua forma singolare con le sue cime frastagliate che superano i 1.000 m (la più alta arriva a 1.236 m), e anche perché è un massiccio solitario, il più alto della zona, visibile e riconoscibile anche a diversi km di distanza! Io di fatti, durante le mie pedalate oltre il Tibidado, lo osservavo e sognavo fin dai primi giorni.

Questa montagna è anche famosa per il monastero costruito ai piedi delle sue cime. E’ un monastero benedettino originario del IX secolo, attorno al quale negli anni si sono sviluppati miti e leggende, fra cui anche quella legata alla ricerca del Sacro Graal. Negli anni questo luogo è diventato meta di pellegrinaggio spirituale e l’atmosfera che si respira lassù è certamente speciale.

Per raggiungerlo in bici ci sono varie alternative: ci si può avvicinare col treno scendendo in una delle stazioni delle numerose cittadine lungo la strada; oppure si può partire direttamente da Barcellona e anche in questo caso le possibilità sono diverse e principalmente due: una strada più lineare e pianeggiante, ma più trafficata. Oppure una strada più tortuosa e con dislivello, ma decisamente più bella. Io ho scelto la seconda opzione.

E’ una strada che attraversa il Parco Naturale del Colserola, ormai il mio luogo preferito per le pedalate infrasettimanali. Superato questo Parco la strada si fa pianeggiante per diversi chilometri, fino ad avvicinarsi sempre di più al Montserrat.

Anche in quest’ultima parte del percorso per salire al monastero, ci sono diverse alternative e io da brava cicloviaggiatrice ho scelto quello più lunga, ma decisamente più panoramica: una sorta di anello che sale dolcemente e che ci fa girare attorno al massiccio, così da poterlo ammirare da ogni prospettiva.
Il panorama è davvero suggestivo: una striscia di asfalto che si snoda fra arbusti, piante, e terra color ocra; è così bello e magico che quasi mi dispiace avvicinarmi alla fine.

Gli ultimi 3 km invece sono un po’ deludenti. Una sbarra regola l’accesso delle auto a un parcheggio e inizia una coda di automobili e un fiume di persone che si reca al monastero. Non adoro molto le folle di turisti, ma vista la bellezza del luogo e del monastero stesso, tutta questa affluenza di persone è decisamente comprensibile e una visita al santuario è d’obbligo.

Il Monastero di Montserrat – Novembre 2019

Ecco il mio percorso su Strava.

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